mercoledì 5 settembre 2007

Cosa sei?

Da piccolo mi capitava spessissimo, d'estate quando me ne andavo in giro tutto il giorno a giocare avventure su avventure, a risalire il fosso, a scacciare i cow boy (io sempre indiano) che qualcumo mi chiedesse.. sei maschio o femmina? Tira giù i pantaloni che voglio vedere.. Ed io ne ero felice. Incredibile ma mi piaceva un sacco quando mi facevano queste domande.

giovedì 23 agosto 2007

Un coltello

Un coltello saltato fuori non so quando non so come. Un ricordo non mio. Da me forse rimosso.
Sconvolgente che lei dica che era tutto normale. E lo continui a dire. L'importante è fare finta di niente
Se le cose non si dicono smettono di esistere?
No crescono dentro come non mai.

mercoledì 1 agosto 2007

La nonna e i suoi racconti

La nonna era nata nel 1905. Il nonno nel 1899. Oggi dopo essre stat* al cimitero tedesco della Futa ripensavo ai suoi racconti della guerra (la seconda perchè la prima lei aveva solo 13 anni). Nella prima il nonno era un 'ragazzo del 99' cioè l'avevano fatto partire a 17 anni e per questo aveva un bel pò di medaglie.
La seconda il nonno aveva più di 40 anni e quindi se l'è sgamata. Ma ogni volta che passavano i tedeschi lui si imboscava per i campi, perchè con donne e bambini erano accomodanti ma con gli uomini insistevano di più, facevano i forti. Guardando le tombe oggi ho pensato che erano ragazzi spaventati buttati a combattere per qualcosa che avevano fatto loro credere.. insomma la nonna diceva che ogni tanto passavano entravano nelle case e cercavano le cose da mangiare più preziose, olio, carne pane, marmellata.... ma la nonna e il nonno erano stati furbi e avevano scavato nell'orto una buca dove ci tenevano delle casse con le cose da mangiare di cui sopra. Nell'orto i tedeschi non ci guardavano, solo nelle dispense e nelle cantine ...
Magari il rancio anche per loro non era il massimo e sfruttavano un po' il privilegio dell'invasore per mangiare meglio..
La nonna non ha mai parlato male comunque di questi ragazzi.. forse li vedeva come tali. Non ha mai raccontato episodi di violenza. Ma ha solo descritto questo cercare ogni tanto qualcosa di buono da mangiare. Forse in un paesino di campagna lontano dalle grandi città e con strade poco importanti la guerra è un po' meno guerra. Per tutti.

martedì 24 luglio 2007

Il terrore

Chi non h provato il terrore continuo per ogni parola per ogni sussurro per ogni giocattolo rotto, per ogni posata usata male, per ogni scoppio di risa quando si doveva stare in silenzio, per ogni pianto quando se ne prendevano. Per ogni rientro a casa. Per ogni passo.
Chi non ha provato questo terrore non dica che ne abbiamo colpa noi che eravamo bambini.
Non dica che non è stato abbastanza.
(E' vero non siamo stati violentati, che fortuna!! poteva andare peggio)
Non bestemmi.

Siamo stati bambini.
Ma in realtà non lo siamo mai stati.

Non abbiamo le stronzate freudiane che la psicanalisi propina.
Non abbiamo semplicemente avuto i genitori. Nè nel bene. Nè nel male. Niente complessi edipici. Solo un reale e sano distacco emotivo totale.

Ma ringraziando Dio abbiamo avuto dei nonni, ringraziando Dio abbiamo avuto degli zii, ringraziando Dio eravamo in tre e ci siamo fatti forza.

Ma non ho colpa, neanche di quanto sono 'divers*' più divers* dei diversi e per questo disgustos*.

mercoledì 13 giugno 2007

I bomboloni di Fabrizio (13 anni)

A 13 anni avevo un amico speciale, una specie di fidanzato, con cui andavo in giro per il fosso, con cui giocavo a ping pong, con cui favevo tante belle cose.
E quando eravamo insieme non volevamo nessun altro con noi.
E tutti ci prendevano in giro.. ma questa cosa durava da anni. Lui era biondo con tutti i riccioli ed era più alto di me.
I suoi genitori mi volevano bene.... anche troppo forse...
Una sera mi disse.. dopo cena vieni a casa mia... ti faccio i bomboloni!!
.. non saprei.. in realtà non mi fidavo per niente della sua capacità di fare bomboloni.
Poi lui stava in una casa isolata e per andarci di notte di doveva fare un pezzo di strada sterrata nel completo buio della campagna .. insomma non ero per niente felice dell'invito, ma non potevo rifiutare anche perchè suo padre continuò.. è davvero bravo vieni davvero...
Alla fine ci andai, portandomi anche mio fratello e il nostro amico Nicola, per via della strada buia o della timidezza..
Il bombolone mi fu subito consegnato appena varcata la soglia e i sei occhi (lui, la mamma, il babbo) mi fissavano aspettando il mio giudizio... avevo paura ad assaggiarlo .. avevo così paura.. non mi è mai riuscito mentire e non volevo che nessuno se la prendesse.. mio fratello e Nicola mangiarono il loro, o rifiutarono con qualche scusa non ricordo..
Insomma io stavo lì e mi sentivo sotto osservazione....
Troppo
Troppi occhi su di me
Troppo silenzio
Alla fine non so come il bombolone cadde in terra prima che potessi assaggiarlo...
L'hai fatto apposta disse lui un pò contrariato
No sussurrai diventando di tutti i colori dell'arcobaleno
Allora prendine un'altro .. non sapevo che fare
Alla fine lo presi e uscimmo fuori a mangiarlo così non avevo gli occhi addosso. Non ricordo bene se lo mangiai, se mi piacque o no.. ma tutte quelle facce in attesa non le scorderò mai..

Comunque questa storia mio fratello e Nicola la ricordano ancora bene!!!


martedì 29 maggio 2007

18 Anni

Ricordo perfettamente il mio diciottesimo compleanno. Ricordo di non aver festeggiato niente di particolare. Era domenica. Era il 1985. Il giorno dopo avrei avuto un compito di Storia e Filosofia insieme.
Ricordo che non ho studiato. Volutamente perchè per diamine era il mio diciottesimo compleanno, ed era domenica. Ricordo che ho pensato .. qualcosa inventerò ..
Ricordo che avevo pantaloni bianchi, maglietta nera e scarpe nere.
Ricordo che ho pensato molto quel giorno.
Ricordo che sono stato sdraiato tutto il pomeriggio sul muretto della Chiesa a meditare su quello che pensavo sarebbe accaduto quel giorno, che poi si era alla fine trasformato in un giorno come tanti.
Ma chiaro avevo in mente un solo pensiero.

SONO MAGGIORENNE. QUALORA DECIDESSI DI ANDARMENE NESSUNO HA PIU' DIRITTI SU DI ME. NESSUNO.

Un pensiero che mi dava tanta tanta forza.

Anche se in realtà vedevo che nientre sembrava EFFETTIVAMENTE cambiato.

Un pomeriggio su un muretto della chiesa a guardare il cielo e le nuvole, pensando che alla fine non cambia mai nulla anche se in realtà cambia sempre tutto.

(Il giorno dopo ho fatto il compito di Storia e Filosofia insieme, prendendo 8 a entrambe le materie!!!) A volte alla fine pensare al proprio dentro serve a qualcosa.

giovedì 17 maggio 2007

Nonna (magica nonna)

Nonna, magica nonna. Te ne sei andata da un anno e mezzo e ancora mi pare impossibile. Ti vedo ancora come se tu fossi qui. A costruire giochi per le mia bambine, a raccontare storie che sembrano così lontane ma che siamo noi, a cantare canzoni che volevo sempre trascrivere per non perderle ma che poi non l'ho mai fatto. E io che ci faccio qui? Mi vedi? Che pensi? Sono matto vero?
Ma tu mi hai sempre capito più di tutti. Lo sento. Lo so.